Analisi grafologica della scrittura thai

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Analisi grafologica della scrittura thai

Scrittura thailandese

Scrittura thailandese

Scrittura THAILANDESE

di
Edoardo Triscoli etno-grafologo pirografista
ex-Libraio in Trieste

2006.04 geko E.T. 005 F.jpg“Quasi tutte le maggiori scuole linguistiche del mondo sono d’accordo nel collocare la nascita della lingua parlata circa 100.000 anni fa, quando i centri del linguaggio racchiusi nel nostro cervello iniziarono la loro straordinaria storia, ancor oggi ben lontana dall’esaurire la sua spinta iniziale.

Questa straordinaria “attivazione” fu probabilmente dovuta ad una esigenza sempre più sentita di avere a disposizione un linguaggio molto più efficace (ma anche più complesso) che andasse oltre ai grugniti e alla gestualità del corpo. Fu così che l’uomo uscì dall’Eden, dalla dimensione tipicamente animale del qui ed ora, incominciando a sviluppare la sua più esclusiva caratteristica: la capacità di astrazione con la conseguente produzione di simboli.”

La grafologia sta alla personalità del singolo come l’etnografologia sta all’anima di un popolo. Così come “l’uomo scrivendo descrive se stesso” (M: Pulver) altrettanto accade per un popolo: la stessa forma delle lettere è la storia dei popoli stessi. Le caratteristiche culturali, storiche e geografiche sono sintetizzate nel tipo di scrittura che una determinata cultura produce per conservare la sua storia.”

La scrittura THAI

Orgogliosa della sua identità culturale, la Thailandia (l’ex Regno del Siam) stabilisce la forma della sua personalissima scrittura nel 1283 ad opera del Re Pho Khun Ramkhamhaeng Pali 397px-Ramkhamhaeng_Inscription.jpgพ่อขุนรามคำแหงมหาราช (1278-1317) che volle allontanarsi, anche graficamente, dal prototipo indiano giunto fin lì tramite il buddismo. Reperti storici di quell’epoca, databili intorno al 1292, sono giunti fino ai giorni nostri, scolpiti su stele e cippi in pietra, in cui si possono apprezzare alcuni esempi di scrittura thai.

Essendo una scrittura sillabica senza vocali il thailandese scritto ha bisogno di segni diacritici che indichino correttamente al lettore la pronuncia, operazione complicata anche dal fatto che è una scrittura tonale; è difatti attraverso il tono del parlato che si distingue la parola.

thai-stamp- 3bht_771a.jpgQuesti piccoli segni che all’occhio del profano assomigliano a lunette, “girini” e virgole, si trovano sopra e sotto il rigo e grafologicamente sono indicatori di piccole “trasgressioni”, di rapide fughe, di schegge che si staccano dall’ipnotica regolarità del corpo scritturale, che è privo di allunghi inferiori e superiori. La scrittura thailandese è formata da tante linee verticali, indicazione di forte volontà; linee che si arrotondano e curvano ai vertici rivelando così un grande senso dell’altro e abilità diplomatica.

“La scrittura esiste solo in una civiltà
e una civiltà non può esistere senza scrittura”

E’ una scrittura che ricorda la foresta e un elemento onnipresente nel paese quale è la canna di bambù, unita ad un “movimento” grafico sinuoso come quello di un serpente, grande e reale pericolo di quei luoghi.

Parente, perlomeno da un punto di vista grafico, delle scritture dei paesi contigui (Cambogia, Laos…) la scrittura thai presenta un caratteristico e ripetuto cerchietto ai vertici e a metà delle sue lettere: la grafologia ci dice che è un intenso segno di autoaffermazione, è una piccola e perfetta porzione di spazio che il thailandese ritaglia per sé, è una zona personale e inattaccabile della sua anima che non dividerà, mai, con nessuno.

L’Oriente ospitale e labirinticoraggiungibile ma mai completamente accessibile, che ci mostra tanto senza però mostrare tutto. Ed è proprio questo il suo fascino.

Sunto tratto dal capitolo dedicato all’“etnografologia” di Edoardo Triscoli inserito nel nuovo libro di Carlo Chinaglia, Grafologia. Il metodo scientifico più efficace per capire se stessi e il prossimoCollana: Calìe € 24,00 Gremese Editore.

C’era una volta… in via Giulia 75/3 a Trieste, la libreria de “Il Giulia”

Dopo lunga e impari lotta si è spenta la libreria Giulialibri.
libro_20occhiali.gifne danno il triste annuncio il titolare Edoardo e le socie Cristina e Daniela.
La chiusura è stata effettuata
giovedì 31 maggio 2007.

Non fiori ma opere letterarie.

Trieste, 30 marzo 2007

Edoardo Triscoli è co-autore con Carlo Chinaglia dei libri:
Graphologie Gremese Editore, 1996;
Grafologia. Manuale di analisi psicologica con breve storia della scrittura, L’Airone Editrice Roma, 1994

Si è dedicato anche alla narrativa pubblicando con la Mgs Press
BIBLIOPOLIS. Trieste, città dei libri perduti,
ERESIE. Trieste, i libri e le verità nascoste
Pagine di sabbia Trieste, il deserto e le biblioteche rivelate,
Tergeste Anno Domini 1388
Minima libraria (forse non tutti sanno che…) edita da Centoparole.

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