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Il Massaggio è Contatto

Massaggio è con-tatto

Qual è il significato concettuale di –massaggio-, senza volerne qui indicare con precisione un paese d’origine o delle peculiarità specifiche?

mani in contatto-L’origine del massaggio è oscura e si perde nella notte dei tempi-

L’affermazione, seppure formulata in termini così categorici, è giustificata e legittima, tanto da essere quasi ovvia; tuttavia non tralasciamo di sostenere che questo può essere valido, per qualsiasi altro argomento preso in considerazione. Stabilire con esattezza la genesi delle origini, di una qualsivoglia tradizione particolarmente antica, è un’impresa che si rivela sempre piuttosto ardua da fissare nel tempo, quasi impossibile.

Ogni evoluzione, di qualunque natura essa sia, ha un suo tempo fisiologico di maturazione, prima di configurarsi nella sua specificità di forma, ed è veramente difficile se non impossibile cristallizzare, in un particolare momento storico, circoscritto e rigidamente definito, quando questo avviene.

Come possiamo conoscere il momento esatto in cui, l’essere umano primitivo, prese coscienza di un gesto che portava sollievo a sé e all’altro? Come possiamo sapere esattamente quando, questo gesto istintivo del toccare una parte dolorante, del proprio o altrui corpo, per alleviare un disagio, è diventato consapevolezza, eredità culturale e bagaglio d’esperienze? Come possiamo distinguere quando il naturale e spontaneo gesto di fare una carezza si è diversificato, ed è diventato consapevolmente terapia?

Negli animali, specie nei mammiferi, si può osservare come la natura istintiva porti a toccare, leccare o mordere delicatamente una parte ferita o contusa del corpo, al fine di applicare una sorta di stimolo o pressione che procuri sollievo al dolore.

Come abbiamo già accennato nel precedente articolo –Massaggio: etimologia-, in lingua italiana, la parola stessa –massaggio-, deriva dal francese –massage– da –masser-; a sua volta questo termine è in debito dall’arabo –mass-, toccare o forse anche –masah-, sfregare o frizionare, così in ugual modo accade in lingua inglese e anche nel tedesco.

massaggio maniIl termine massaggio richiama alla mente e può essere accostato al concetto di “contatto”, se non altro per il fatto, che i polpastrelli e il palmo delle mani hanno, effettivamente, una sensibilità tattile particolarmente sviluppata, e che per eseguire un massaggio bisogna, nella maggior parte dei casi, salvo rare eccezioni, prendere contatto con l’altro, dunque toccare l’altro con tatto.

Si rende necessaria tuttavia un’altra parentesi etimologica: analizzare il termine –contatto-. Inteso in questa prospettiva, il gesto suggerisce un componente che si sottintende “non aggressivo”, in altre parole “rispettoso”; l’azione è volta all’avvicinarsi per toccare con debita cura, una parte altra, al fine di dare origine ad una continuità, di istaurare un certo tipo di relazione.

Si potrebbe dissentire sull’interpretazione del vocabolo e dei suoi costituenti positivi, proponendo esempi di natura opposta e di conseguenza, “offensiva” o “aggressiva”; basti pensare ad una disciplina sportiva come il “full-contact”, una tecnica moderna ma ispirata ad arti marziali antiche o ad una qualsiasi forma di lotta agonistica, che pur richiedendo estrema attenzione, nei confronti dell’altro, ha un proposito totalmente diverso. Un semplice accenno agli sport da contatto, rimanendo volutamente in ambito atletico e sottraendoci dallo sviscerare le situazioni di carattere bellico o di natura prevaricatrice e oltraggiosa. Il contatto fisico, messo in pratica in questo deprecabile ambito, talvolta purtroppo con efferata crudeltà, modifica la percezione dell’altro, ed è certamente diverso; alterato totalmente nei propositi, nei ruoli e nelle intenzioni.

Un contatto si può certo mettere in atto con uno qualsiasi dei cinque sensi, di conseguenza si attua con l’organo privilegiato ad essi collegato; ad esempio, quando il nostro sguardo “entra in contatto” con lo sguardo dell’altro, stiamo mettendo in pratica un contatto visivo, utilizziamo il senso della vista attraverso gli occhi, l’organo eletto a questa funzione. Un radioamatore o un marconista, entrano in contatto, in questo caso uditivo, con un’emittente radio situata in un altro luogo, e così via.

Mano nella manoSolitamente, a distanza ravvicinata, l’organo di senso privilegiato è l’epidermide, la pelle è il nostro confine fisico ultimo, prima dell’esterno da noi, senza voler ora approfondire l’argomento che prende in considerazione i campi elettromagnetici o energetici del corpo umano. Istintivamente e primariamente, poniamo in atto questo gesto, con l’area del nostro corpo che, nel corso dell’evoluzione della specie umana, si è maggiormente perfezionata a questo specifico gesto che stiamo considerando: prendiamo contatto con il palmo delle mani. Sviluppare il senso del tatto, fare un’esperienza tattile, toccare una parte del corpo, di sé o dell’altro, prendere –con-tatto-, presuppone un gesto d’avvicinamento eseguito con cura, con rispetto, attenzione e accortezza e dunque… con tatto.

Giocando un po’ con le parole, si può perciò affermare che il contatto effettuato con “tatto”, prima ancora di divenire massaggio, sia stato, in assoluto, il primo gesto istintivo, nato per dare vita ad una qualche forma di comunicazione, per recare sollievo ad un disagio e naturalmente, per esprimere spontaneamente una partecipazione emotiva o una condivisione affettiva, che in definitiva, è ciò che più si avvicina al concetto di cura primaria.

Cappella Sistina - Creazione di AdamoToccare l’altro con tatto, mettere in atto una connessione con un proprio simile, creare un circuito d’energia con un altro essere umano o con un animale, instaurare un contatto energetico attraverso il contatto fisico, dando così avvio ad una partecipazione non verbale, probabilmente è stata la prima forma di cura e di terapia medica, nella storia dell’umanità.

Definire con esattezza, i momenti iniziali del massaggio, in senso generico e non soltanto la tradizione di origine thailandese, ma di qualsiasi altra metodica manipolativa con valenza terapeutica, risalendo alla preistoria è, a dir poco insensato, anzi utopistico. Questa affermazione può esser difesa, senza alcun timore di smentita, a proposito di qualsiasi altra conquista cognitiva raggiunta dall’essere umano, nel corso dell’evoluzione.

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