Chakra
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The History of Traditional Thai Massage
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La storia del Dottor Shivago

La storia del Dottor Shivago

The Father Doctor Chivaka Kumarabhacca

Tra i numerosi medici vissuti al tempo del Buddha, tra i più famosi e affermati dell’epoca è certamente il suo contemporaneo: Chivaka Kumarabhacca o Jívaka Komárabhacca, riportato talvolta anche come Shivago Komarpaj. Ci sono testi sacri in cui è testimoniata la sua reputazione e si presume che abbia provveduto a curare il Buddha stesso oltre che esserne fraterno amico. Istruì altri monaci nella conoscenza delle erbe medicinali e delle pratiche mediche e donò il suo bosco di manghi alla città di Rájagaha[1], affinché fosse organizzata una comunità monastica dedicata alla cura delle persone. Successivamente questa collettività fu chiamata in suo onore: Chivakarama. La reputazione di Chivaka come guaritore fu ampiamente diffusa; avvenimenti concernenti la sua vita e la sua abilità medica possono essere rintracciati in quasi tutte le versioni delle Sacre Scritture Buddiste.

La nascita e la sua infanzia

La sua storia nella versione in lingua Pāli inizia con Sálavatí, una cortigiana della città di Rájagaha, la capitale del regno di Magadha[2], che diede alla luce un figlio e lo affidò ad una schiava; questa lo mise in una cesta di vimini intrecciato, che fu poi abbandonata su un cumulo di spazzatura.

Nei resoconti Sanscrito-Tibetani, è la licenziosa e dissoluta moglie di un mercante di Rájagaha, che partorì il figlio naturale del Re Bimbisára; pose il neonato in un canestro e ordinò alla propria domestica di mettere il cesto davanti al cancello del Palazzo Reale.

Nella narrativa Cinese, si tratta di una vergine divina di nome Ambapālī, che fu allevata da un Bramano e successivamente generò un figlio al Re Bimbisára. Il neonato, così racconta la leggenda, nacque con in mano un sacchetto di aghi per praticare l’agopuntura e questo fu considerato un segno premonitore del destino, per il suo futuro. Fu predestinato a divenire un dottore e un medico reale di corte. Sua madre lo rivestì con indumenti bianchi e ordinò ad una schiava di portare il bimbo al Re.

In tutte le cronache si riporta che il neonato fu adottato da Abhaya, il figlio del Re, che si prese cura di lui e lo allevò. Nei resoconti in lingua Pali, il bambino, dal momento che era forte e vivace, prese il nome dalla radice della parola –jive- che evidenzia vivere e fu chiamato Jívaka o Chivaka; e poiché un Principe si prese cura di lui, gli fu aggiunto il nome Komárabhacca, il cui significato è “nutrito da un principe”.

La sua educazione.

Nel Pali Canon, uno dei testi fondamentali del Buddismo Theravada, si racconta che Jívaka, crescendo, sviluppò un grande interesse per lesostanze curative e medicamentose ed espresse il desiderio di apprendere l’esercizio della pratica terapeutica. Considerando questa sua predisposizione, iniziò la sua formazione come medico. Sentendo parlare di Aatreya, un famoso medico di Takkasilá o Taxila, una città a 40 chilometri dall’attuale Islamabad (Pakistan occ.), Chivaka andò studiare come apprendista presso l’eminente dottore. In seguito alla fondazione dell’università del Buddismo, la città di Taxila, fu uno dei più importanti centri della cultura Buddista, per diversi secoli.

Sono esistiti molti Aatreya in realtà; tutti docenti di medicina e autori di importanti testi medici. Uno di essi, contemporaneo di Buddha, insegnò le scienze della salute all‘università di Takkasilá. Chivaka o Jivaka si formò come suo discepolo e, completati gli studi, successivamente diventò medico del Buddha. Dopo sette anni di studio, Chivaka diede gli esami di pratica per valutare la propria conoscenza delle erbe medicinali. Superò la prova, con un esito positivo straordinario e, con la benedizione del suo Maestro, iniziò la pratica medica.

Nella versione sanscrito-tibetana, Chivaka desiderò di imparare un’attività. Osservando i medici, abbigliati di bianco, egli aspirò a formarsi come dottore e studiò le arti di guarigione. Dopo aver acquisito le basi della medicina, fu risoluto a sviluppare ulteriormente le proprie cognizioni. Nella città di Takkasilá, apprese, con il suo Maestro Atreya, il re dei medici, la nobile arte chirurgica della trapanazione del cranio. Chivaka, dopo aver dato gli esami pratici sulla conoscenza delle erbe medicinali, dimostrato di conoscere le altre arti di guarigione e approfondito la sua conoscenza della medicina, poté essere alla pari con il suo Maestro nelle procedure terapeutiche, tanto che quest’ultimo lo tenne in ampia considerazione. Atreya soddisfatto della grandissima di capacità di apprendimento di CHIVAKA, gli trasmise anche le speciali tecniche per praticare gli interventi chirurgici al cranio.

La sua vocazione

CHIVAKA in seguito viaggiò verso la città di Bhadrankata nella regione di Vidarbha, dove studiò i testi intitolati: “I Suoni di Tutti gli Esseri” Molto probabilmente si tratta di testi relativi alla pratica delle Dharanis e dei Mantras. Le sillabe magiche Dharani, dalla parola dharana = ricordare, e i Mantras sono sillabe sacre ripetute per conseguire dei benefici spirituali. Durante questo viaggio, CHIVAKA acquistò un carico di legna da un’uomo magro e debole; scoprì nella catasta una gemma chiamata “il rimedio calmante di tutti gli esseri”, il Bodhisattva della Guarigione. Questa gemma, quando veniva appoggiata dietro al paziente, lo illuminava all’interno, come una lampada in una stanza, rivelando la sede e la natura della malattia.

Nella versione cinese, CHIVAKA, rinunciò al trono e studiò la scienza medica. Ritenne che l’educazione acquisita dai medici locali era inadeguata. Evidenziò carenze e inesattezze nei testi delle erbe medicamentose. Approfondì e corresse le scritture originali delle ricette curative, di agopuntura, e della scienza dei polsi. Istruì i medici nei fondamenti essenziali della medicina e si guadagnò il loro rispetto. Sentendo parlare del famoso medico Aatreya, nella città di TAXILA, CHIVAKA lo raggiunse per imparare da questi. Dopo sette anni di studio, diede gli esami sull’effetto delle piante officinali, dei preparati terapeutici e delle arti mediche e li superò brillantemente. Quando CHIVAKA lasciò la città di Taxila, il suo Maestro Aatreya, lo definì il principale medico Indiano e lo nominò come suo successore. Lungo il cammino, CHIVAKA incontrò un ragazzo che stava trasportando un carico di legna da ardere. Ebbe una visione della parte interna del corpo del giovane. Improvvisamente comprese che, all’interno della fascina di legna, doveva esserci un frammento di legno proveniente dall’Albero della Divinità della Guarigione. Questa divinità, secondo le prime Sacre Scritture Mahayana è un Bodhisattva della “Restituzione alla Salute”. CHIVAKA acquistò l’intero carico di legna, scoprì un ramoscello della pianta divinatoria, e usò il rametto per diagnosticare al ragazzo la malattia di cui soffriva.

(liberamente tradotto da: LEK CHAIYA: Jap Sen Manual “Nerve-touch®” with medicinal herb packs. 2002 ChiangMai. Thailand.)

Le radici storiche del massaggio thailandese

Circa 2500 anni fa, allo stesso periodo del BUDDHA, il caposcuola JIVAKA KUMAR BHACCHA o SHIVAGO KOMARPAJ proveniente dall’INDIA Settentrionale, illustre medico di corte delle Case Regnanti Indiane dell’epoca, sviluppa la sua scuola di massaggio e medicina tradizionale nel NORD dell’antico regno del SIAM, l’attuale THAILANDIA. Probabilmente integra la sua profonda conoscenza delle NADI, le linee d’energia dell’AYURVEDA, con lo stile tipico di massaggio sviluppatosi nella regione, includendo nella prassi del trattamento, oltre che ad alcune posizioni posturali, originate manifestamente dalle pratiche yoga, la struttura teorico-filosofica dei Sen, la stimolazione dei punti energetici asiamapequivalenti ai punti d’agopressione, utilizzati nella Medicina Tradizionale Cinese e l’applicazione e l’uso delle erbe officinali.

Osservando la posizione geografica della penisola siamese, possiamo facilmente comprendere come questa teoria non sia del tutto assurda. Pure con la lentezza dei mezzi di trasporto dell’epoca, le carovane dei viaggiatori, con merci e notizie di vario genere si spostavano dall’INDIA verso la CINA e in direzione contraria. Anche nei periodi meno pacifici, durante le numerose guerre e conquiste, ci fu in ogni caso uno scambio di contatti e notizie, tra popolazioni provenienti da zone diverse di quell’area geografica.

commenti e riflessioni: dal mio personale punto di vista, è tipico dei popoli asiatici integrare e fondere le proprie conoscenze con quelle di altre popolazioni, specie se queste nozioni, come nel caso in questione, si dimostrano utili per il benessere della collettività.

Chiang Mai Buntautuk Hospital grotta votivaBuntautuk Hospital saletta votiva interno Buntautuk Hospital saletta votiva ingresso

A Chiang Mai ha sede una delle più importanti scuole di medicina e massaggio tradizionale della Thailandia. La “Foundation of Moh Shivago Komarpaj” è situata nell’edificio dell’Old Chiang Mai Traditional Hospital, ed è dedicata a Jivaka Kumar Bhaccha, questa leggendaria figura di medico.

Referenze: The Ancient Massage Foundation by Nicolet Jean-Francois www.ancientmassage.com

mail@ancientmassage.com  and Raul Barti – The Healing Hands Center

THE FOUNDATION OF MOH SHIVAGO KOMARPAJ

Old Chiang Mai Traditional Hospital, 78/1 Chiang Mai-Hod Rd (across Old Chiang Mai Cultural Center)

Chiang Mai 50000, tel. (053) 27.50.85 – email: thaimassageschool@hotmail.com

Ten-day courses of Thai Massage twice a month.

Certificate, membership card, and place for practice available.

Tratto da -LKCH 009 LA STORIA di CHIVAKA Kumarabhacca- dispensa a cura di Cristina Radivo & Gianfranco Teza WaiThai2005®

Questo articolo è stato pubblicato sulla rivista on-line 
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[1] Rajagriha, capitale del regno di Maghada.

[2] L’India degli Dei – Vito Salierno – U.Mursia 1986

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