Thai-massage: precisazioni e considerazioni

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Thai-massage: precisazioni e considerazioni

Thai-massage – Nûad Phaen Böran

Precisazioni e considerazioni

Ogni tecnica di manipolazione corporea ha degli elementi distintivi propri che ne caratterizzano le peculiarità specifiche, rispetto ad altre. Questi fondamenti autoctoni maturano in un determinato contesto ambientale, sia geografico che climatico e, facendo trasparire anche le influenze degli eventi storici, spesso esprimono un particolare background teorico e filosofico non scevro dall’aspetto spirituale.

Del Nûad Phaen Böran o massaggio tradizionale thailandese, in particolare, si sa che la cronaca delle misteriose origini alberga nel mito e nella leggenda; si allaccia ad una tradizione arcaica, radicata in enigmatiche epoche remote ed è ancor più impenetrabile della genesi storica di molte altre pratiche orientali di benessere ed equilibrio energetico, forse molto più diffuse e attualmente di moda.

I fondamenti teorico-filosofici e spirituali, che sostengono l’applicazione pratica di queste discipline, tutte orientate alla ricerca dell’armonia e dell’equilibrio interiore, alla cura e al benessere della persona, provengono da paesi che gli occidentali definiscono esotici.
Il più delle volte, questi concetti di origine orientale sono estranei al nostro patrimonio di conoscenze, perciò, affidare serenamente il nostro corpo ad un operatore di massaggio, tanto più se la tecnica non fa parte della nostra formazione culturale, è comunque un considerevole atto di fiducia, e non soltanto per questo presupposto di natura intellettuale, bensì anche per altre ragioni.
Il tocco benefico delle mani talvolta è un dono di natura, un’espressione innata dell’anima, ma l’attitudine a trasformare le proprie mani in uno strumento di benessere si può apprendere e di conseguenza perfezionare. L’abilità nella manualità pratica si consolida da sempre con l’esercizio e l’esperienza.

Un massaggio orientale eseguito da mani esperte è una situazione che non impegna esclusivamente il corpo fisico ma coinvolge anche la mente e l’aspetto emozionale. La sintonia e l’intesa che di frequente si creano tra operatore e ricevente rende complici queste due entità, seppure per un tempo limitato e in un ambito ben definito,circoscritto dall’etica professionale e dal rispetto reciproco.
Ogni tipo di massaggio ha i propri requisiti distintivi e caratterizzanti, e queste note esclusive a loro volta hanno una struttura teorica che, nel contesto del trattamento del corpo, le collega ad una determinata funzione pratica.

Omettendo in questa occasione le elucubrazioni e le dissertazioni filosofiche del Nûad Phaen Böran, che sono di pertinenza dell’aspetto energetico e spirituale, rimane da illustrare la metodologia del contatto fisico vero e proprio, affrancato dunque da artifici teorici.
Nella pratica del Thai-massage esiste una prassi di lavoro manuale ben definita, ma di frequente, almeno in occidente, viene adottata in maniera spesso vaga e imprecisa. Questa metodologia è adottata in modo lacunoso o inappropriato e, purtroppo, alle volte è trascurata quasi del tutto. Una approssimazione dovuta senza dubbio all’ingenuità dei molti operatori privi di competenze, che sono convinti, in buona fede, di aver appreso un’arte millenaria, frequentando un corso amatoriale della durata di poche ore. Questi operatori, di solito, non hanno imparato il Nûad Phaen Böranin una scuola thailandese e molti di loro non hanno avuto l’opportunità di visitare la Thailandia, nemmeno come turisti.

Della Thailandia non hanno odorato i profumi sensuali, non ne hanno assaporato i cibi speziati offerti dai banchetti degli ambulanti, non hanno passeggiato tra la gente che affolla i caotici mercati thailandesi. Di questo esotico universo pulsante di vitalità, non hanno sentito sulla propria pelle l’afoso clima equatoriale, non hanno visto l’accecante luce dei tropici, non hanno visto gli incredibili tramonti, le palme, la sabbia, i fiori. Non hanno sentito il monotono salmodiare dei monaci davanti alle statue del Buddha, non hanno ascoltato il silenzio profumato d’incenso nei templi dai tetti dorati. Ma più di ogni altra cosa, non hanno respirato il ritmo di questo Paese intrigante che una volta chiamavamo Siam.

Queste persone sono spesso “vittime inconsapevoli” dell’istruttore occidentale a cui si affidano, il quale, sovente per incrementare il proprio ego, nonché il proprio tornaconto economico, si fregia di titoli e qualifiche altisonanti, scordando intenzionalmente la propria legittimità ad ostentare esplicite qualifiche e ignorando l’etica professionale e il rispetto per sé stesso e per l’altro.
Appellativi come “Maestro di Nûad Phaen Böran” o “Diplomato in thai-massage al Wat Pho” in effetti colpiscono la fantasia e la credulità di molti principianti e profani, ma sono titoli vuoti di significato e di contenuti, sia per la legislazione italiana sia per le persone che hanno almeno una minima esperienza di base. Questi comportamenti sono una montatura e, prima di tutto, non onorano la dignità e la moralità di coloro che li utilizzano, per non citare la loro, a questo punto dubbia, professionalità.

Il ritmo del massaggio tradizionale thailandese

Il thai-massage si differenzia da altre tecniche, principalmente per il suo ritmo inconfondibile ed esclusivo. Il ritmo del massaggio thailandese è inconsueto e, ovviamente, non è possibile apprenderlo per mezzo di un libro, un video o una dispensa, per quanto questi strumenti, indubbiamente utili, siano graficamente ben fatti. Soltanto ricevendo un autentico e genuino massaggio thai si è in grado di coglierne la natura intrinseca e ci si può avvicinare alla sua essenza profonda. E per imparare a praticare, non è sufficiente una vacanza di sette giorni in Thailandia, un tour di una settimana con un pacchetto tutto-compreso.

Sen frontRitengo che poche altre tecniche di massaggio abbiano origine, fisicamente, e in maniera così percettibile, da quell’area dell’addome che i cinesi definiscono Dāntián [1]e i giapponesi indicano con il termine Hara. Curiosamente anche i thai utilizzano una espressione simile, Dantian ตันเถียน, indubbiamente un loanword di origine cinese. Si tratta di una area localizzata pressappoco due dita sotto l’ombelico. Il ritmo del massaggio tradizionale thailandese ha origine da questa zona e si trasmette come un’onda lunga verso il busto e gli arti dell’operatore fino a raggiungere il soggetto che riceve.
Ecco il motivo per cui il thai-massage è definito anche con il delizioso appellativo di Meditazione Danzante.

Tutta l’attività che svolgiamo come operatori di massaggio thailandese è generata dal nostro baricentro. La sequenza dei movimenti, la pressione e la cadenza regolare delle manipolazioni si sviluppano nel nostro centro vitale, e gli arti, lungo le nostre linee d’energia, ne trasmettono il messaggio, l’impulso, all’altro, nostro simile ma diverso da noi. Per questo motivo è basilare ed essenziale fare proprio il ritmo corretto poiché questo è, innegabilmente, la prerogativa più marcata del thai-massage.
Il valzer non si può confondere con il tango!

Nel Nûad Phaen Böran o thai-massage, oltre al ritmo, possiamo identificare altri cinque movimenti fondamentali: lo stretching introduttivo, il palming o massaggio con i palmi, il caratteristico thumbing o stimolazione con i pollici, il secondo palming e lo stretching conclusivo.
La sequenza così configurata rispetta la tradizione thailandese; possiamo aggiungere che, per trattare specifiche parti del corpo in modo ottimale, è possibile sostituire il palming con alcune modalità che consentono una pressione più profonda. Queste varianti utilizzano la compressione esercitata con altre parti del corpo differenti dalle mani, quali i piedi, i gomiti e le ginocchia e sono applicate di solito per trattare aree estese con muscoli forti, come p.es. la schiena o una costituzione robusta in generale. In questo caso si può ottimizzare il trattamento, adattando gli strumenti dell’operatore, sia per compensare costituzioni e strutture poco omogenee oppure in base al tipo di manovra. Qualsiasi manovra, comunque, va sempre adottata con estrema attenzione ed esercitata molta cura.

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